Gira voce che quando molti programmatori radiofonici videro per la prima volta Tony Joe White rimasero stupiti nello scoprire che questo cantante dal cavernoso vocione fosse di origine caucasica. Così, chi ha ascoltato il suono di miele e carta vetro della voce di Tad Robinson senza vedere i suoi brillanti occhi blu può essere facilmente perdonato per aver creduto, anche solo un attimo, che questo “pallido” ragazzo dell’Indiana fosse afroamericano. Ma Robinson è senza dubbio uno dei migliori cantanti di soul e R&B presenti oggi sulla scena; e nel suo caso, il bianco o il nero non fanno differenza. Cresciuto a New York con una ricca dieta di dischi Stax, Motown e Chess e presto trasferitosi a Chicago, dà il via alla sua carriera artistica collaborando prima col gruppo “culto” dei Big Shoulders e, successivamente, prestando la sua voce (e la sua armonica) a una serie di musicisti che, non brillando in fatto di ugola, hanno sempre affidato il canto a terzi. Così, chitarristi come Dave Specter e Alex Schultz hanno lungamente beneficiato, nei propri lavori solisti, della sua voce. Ed è proprio con quest’ultimo, già chitarrista per anni nei Mighty Flyers di Rod Piazza, che si stabilisce un solido legame artistico che porterà Schultz a diventare il chitarrista ufficiale della band di Tad Robinson. E così, dopo una breve escursione nella sua biografia, eccoci ai giorni nostri dove ritroviamo un Robinson maturo, forte di una prolifica vena compositiva, di quattro dischi solisti, una colonna sonora per il film “The guardian” con Kevin Costner, numerose nominations (compresa quella del 2009) come “Best soul/blues male artist of the year” e un partner artistico onnipresente che, pur senza le ricche orchestrazioni dei suoi ultimi due dischi, ricopre, con la sua chitarra e anche dal vivo, il ruolo della perfetta controparte alla voce del nostro.
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